Lea Natalotto vive a Capo d’Orlando, dove ha insegnato Materie Letterarie e Latino presso il Liceo Lucio Piccolo.
Dopo l’esordio con Fiore di vetro e cristallo e il successivo I detriti sognano diamanti, con La geometria dell’assenza continua un percorso narrativo attento ai silenzi, alla memoria e alle zone più fragili dell’esperienza umana.
Nelle sue opere, l’indagine interiore si intreccia spesso ai legami familiari, alla perdita e alla ricerca della verità.