Natale Vescio (1966) si è laureato in Giurisprudenza all’Università ‘La Sapienza’ di Roma il 9 luglio 1991. Borsista presso la Fondazione ‘Giuseppe De Vergottini’ (1992‐1993) e contrattista presso l’Università Luiss di Roma, dove ha collaborato alla cattedra di Storia del diritto moderno (1994‐1996), ha vinto il Dottorato di Ricerca in Storia del diritto medievale con particolare riferimento alle vicende del diritto comune (1996‐1999), concluso con una tesi sui Giuristi culti a Napoli. Tra fortuna intellettuale e diffusione editoriale, discussa il 30 maggio 2000. Assegnista di Ricerca presso l’Università di Teramo in Storia del diritto (2001‐2003) e successivamente all’università del Salento, in Storia delle Istituzioni Politiche (2005‐2008), è diventato Ricercatore nella stessa disciplina nel 2008, afferendo al Dipartimento di Studi Giuridici fino al 2014 e poi al Dipartimento di Storia, Società e studi sull’Uomo. Dal 31 ottobre 2022 è ricercatore di Storia del diritto medievale e moderno nell’Università della Calabria. Si è occupato di aspetti e problemi della storia del Settecento napoletano nel volume Lobbismo giuridico e cultura degli apparati (Roma, Aracne, 2008). Ha studiato temi di storia della storiografia giuridica meridionale (Giovanni Manna e la storia del Foro napoletano, in Serta Iuridica. Scritti dedicati dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento a Francesco Grelle, a cura di F. Lamberti, N. De Liso, E. Sticchi Damiani, G. Vallone, Napoli, ESI, 2011, vol. II, pp. 853‐900; Magistrature e ideologia giuridica nel pensiero di Giuseppe Maria Galanti. La polemica con il neocultismo napoletano, Quaderni Lupiensi di Storia e Diritto, I, 2011, pp. 113‐ 180; Giuseppe Salvioli e la storia della cultura giuridica meridionale, Studi Senesi, 2012, 2, pp. 329‐392; Boschi e demani nel Regno di Napoli. Il contributo di Ludovico Bianchini, in AA. VV., I boschi e le foreste come frontiere del dialogo tra scienze giuridiche e scienze della vita. Dalle radici storiche alle prospettive future, a cura di M. Brocca e M. Troisi, Napoli, Editoriale Scientifica, 2014, pp. 35‐74). Si è interessato del pensiero del giovane Vico (Politica e istituzioni negli Affetti di un disperato di Giambattista Vico, Itinerari di Ricerca Storica, XXXI, 2017, n. 2, pp. 113‐134; Amministrazione della giustizia, riforma dell’università e politiche pubbliche nel De ratione di G. B. Vico, Archivio Giuridico ‘Filippo Serafini’, 2017, nn. 3‐4, pp. 685‐806; Istituzioni e politiche pubbliche nel De Rebus Gestis Antonii Caraphaei di Giambattista Vico, Itinerari di Ricerca Storica, XXXIII, 2019, n. 1, pp. 173‐192; G. B. Vico, la rivoluzione abbandonata e la congiura fallita, Itinerari di Ricerca Storica, XXXIV, 2020, num. I, pp. 159‐184; G. B. Vico e le riforme di Carlo III di Borbone, Historia et Ius, 2021, num. 20, paper 22, pp. 1‐74) di G. V. Gravina (Gravina, Campanella e il ‘segreto’ del successo delle istituzioni (romane), Itinerari di Ricerca Storica, 2022, num. 1, pp. 45‐70), di Paolo Mattia Doria (Giuristi e giurisdizioni meridionali nelle Massime di Paolo Mattia Doria, Historia et Ius, 2022, num. 21, paper 14, pp. 1‐27) e ha dedicato costante attenzione alla storia della storiografia giuridica (Istituzioni e legislazione sociale nel pensiero del giovane Giuseppe Salvioli, Diritto e Società, 2020, num. 1, pp. 123‐158; L’eredità del Salvioli socialista. Stato e politiche pubbliche negli interventi su Echi e Commenti, Historia et Ius, 2020, num. 18; Storiografia giuridica e istituzioni liberali. Rileggendo Feudi e Demani di Romualdo Trifone, Storia del mondo, periodico telematico, num. 92, gennaio‐giugno 2021, pp. 1‐39; Istituzioni, legislazione sociale e politiche pubbliche nelle rassegne del giovane Salvioli giornalista militante nella Roma di Depretis, Archivio Giuridico ‘Filippo Serafini’, 2023, num. 4, pp. 1045‐1120).