Filiberto Menna, è nato a Salerno l’11 novembre 1926 e vive a Roma.Si è laureato prima in medicina e poi in storia dell’arte.
Grazie alla sua pubblicazione di La profezia di una società estetica, trova affinità poetica con l'artista sarda Maria Lai. Nel 1959 sposò Bianca Pucciarelli, poetessa nota con lo pseudonimo di Tomaso Binga.
A partire dal 1960 si delinearono con chiarezza i tratti salienti dell’orientamento critico del Menna.
Del 1962 il suo primo libro, un importante saggio dedicato a Mondrian, artista che ricorrerà costantemente nella biografia intellettuale di Menna, il quale prosegue le sue ricerche nell’ambito delle Avanguardie storiche occupandosi di Futurismo si schierò nettamente a favore delle forme più rigorose di astrazione, in altri interventi approfondì la natura e il design, da tale esperienza nacque il libro Industrial design. ( nel quale è già pienamente sviluppato il tema di una possibile integrazione dell’arte con la produzione industriale e quindi con la società moderna. Sempre attento a riflettere sul ruolo della critica (Critica della critica, 1980) e a discutere i temi dell’architettura e del disegno industriale (Industrial Design, 1962, La regola e il caso. Architettura e società, 1970), nel corso degli anni Filiberto Menna ha accompagnato l’impegno di ricerca con un’intensa attività curatoriale e di critica militante.
Menna è attualmente ordinario di Istituzioni di Storia dell’arte presso la Facoltà di architettura dell’Università di Roma e responsabile per il settore artistico del quotidiano “Paese Sera”.
Ha curato numerose mostre, tra cui la Quadriennale Nazionale d’Arte nel 1973 e la sezione internazionale della Biennale di Venezia nel 1978.