Gianfranco Borrelli (all’anagrafe Francesco) è un politologo italiano che si occupa di storia delle dottrine politiche e di filosofia politica. È uno dei massimi esperti del pensiero politico italiano tra Cinquecento e Seicento, in particolare della tradizione politica che da Machiavelli porta agli autori ed ai testi della ragion di Stato”.
Nel 1969 Borrelli si laurea in Filosofia con una tesi sul tema «Prassi e ideologia in Karl Marx» (relatore: prof. Cleto Carbonara). Nel 1973 è nominato assistente ordinario presso la cattedra di Storia della Filosofia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel 1978 è professore incaricato dell’insegnamento di Storia del pensiero politico moderno e contemporaneo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi della Calabria (dove insegna fino al febbraio 1983). Nel 1982 è vincitore del concorso a professore associato (decorrenza dal 1 agosto 1980); nomina a professore associato in Storia delle Istituzioni sociali e politiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli (fino al 31 ottobre 1989). Dal 2001 è professore ordinario di Storia delle dottrine politiche sempre presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.
La prima formazione intellettuale riceve l’impronta del contributo teorico di Amadeo Bordiga, favorita dall’assidua frequentazione del fondatore del Partito comunista d’Italia da parte del padre Gennaro; da giovane, è impegnato a Napoli nei movimenti politici di fine anni Sessanta: contribuisce a dar vita alla Sinistra Universitaria, l’organizzazione che guiderà la contestazione studentesca nell’ateneo napoletano (1967); partecipa alla fondazione del Centro Lenin di Napoli-Salerno-Caserta ed aderisce in seguito all’esperienza politica di Lotta continua (fino al 1976). Il primo impegno di studio è rivolto all’indagine sulle modalità espositive della dialettica hegeliana e marxista, in particolare sulle nozioni di forma valore e di concetto di capitale in generale, mentre uno saggio è dedicato al pensiero di Thomas Hodgskin. Dal 2001, in qualità di professore ordinario di Storia delle Dottrine Politiche presso il Dipartimento di Studi Umanistici, ha svolto un’intensa attività di ricerca sui temi del pensiero politico moderno e contemporaneo, aderendo dapprima ai criteri interpretativi della teoria marxista e, in seguito, utilizzando e rielaborando sul piano storiografico il contributo epistemologico di Michel Foucault. Negli ultimi anni di studio, l’interesse è rivolto all’indagine della nozione di desiderio, nei percorsi della psicoanalisi e dell’antropologia filosofica, come ispiratrice della costituzione di soggettivazioni differenti, analizzata pure in riferimento al problema della produzione innovativa di dispositivi governamentali.