Cheikh Tidiane Gaye è dottore di ricerca in Langues, Littératures et Civilisations Romanes, e membro ordinario dell’Accademia Europea delle Scienze e delle Arti di Salisburgo. Si occupa di letteratura africana francofona e di letteratura della migrazione, con particolare attenzione alla negritudine, ai rapporti tra letteratura, filosofia e antropologia culturale e alla questione del meticciato.
È autore delle monografie Voglia di meticciato. Il dialogo tra le culture ed etica (2022), con prefazione di Marco Aime e postfazione di Roberto Celada Ballanti, e Siamo l’umanità. Osiamo coltivare la pace per il bene dell’umanità (2023), con prefazione di Paolo Ponzio. I suoi saggi sono apparsi in riviste scientifiche e volumi con revisione tra pari, tra cui Italiano LinguaDue (Università di Milano), El Ghibli e gli Annali dell’Istituto Armando Curcio Press University. Tra i temi affrontati figurano l’impegno e la rivolta nella poesia di David Diop, il conflitto tra culture in Cheikh Hamidou Kane, l’oralità in Maryse Condé, la letteratura della migrazione e il concetto di «letteratura italiana», il rapporto tra negritudine e creolità, e l’ubuntu.
Poeta e scrittore, è autore della prima traduzione italiana dell’opera di Léopold Sédar Senghor realizzata da un autore africano (Léopold Sédar Senghor: il cantore della negritudine, 2014). Dirige l’Accademia Internazionale Léopold Sédar Senghor ed è Chevalier des Arts et des Lettres della Repubblica Francese.